Árkádia Magyarországon = L'Arcadia in Ungheria

Sárközy Péter: Árkádia Magyarországon = L'Arcadia in Ungheria. In: “Il diritto di vivere non si paga con un lavoro finito, ma con un’infinita attività” : studi in omaggio alla carriera accademica e alle ricerche scientifiche di József Pál. pp. 23-31. (2024)

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Il contributo del Prof. Péter Sárközy (tra il 1979 e il 2015 professore della Cattedra di Ungherese dell’Università degli Studi di Roma, La Sapienza) scritto per il volume di studi in onore del Prof. Jòzsef Pàl, presenta una risposta alla domanda sul perché gli italianisti ungheresi a partire da Sàndor Imre (1820-1900) a Jenő Koltay Kastner e József Szauder fino a József Pál e all’autore di questo scritto volevano e vogliono sottolineare l’importanza della “linea italiana” della poesia ungherese, non accettando la predominanza delle influenze letterarie degli scrittori francesi e tedeschi nella letteratura ungherese. Infatti, fino al Romanticismo tutti i maggiori poeti ungheresi come Janus Pannonius, Bálint Balassi, Miklós Zrínyi, Ferenc Faludi, Mihály Csokonai Vitéz e Sándor Kisfaludy nella formazione del loro linguaggio poetico seguirono i modelli della poesia italiana (Petrarca, Ariosto, Tasso o Metastasio). Uno dei temi preferiti di Józef Pál era il Neoclassicismo europeo, mentre quello del suo amico l’influenza della poesia arcadica in Ungheria. Questo saggio dimostra che dopo la liberazione di Buda e del territorio centrale del paese dall’occupazione turca, le maggiori figure della Controriforma ungherese svolsero i loro studi a Roma per sette anni, tra i quali non pochi divennero anche membri dell’Accademia dell’Arcadia. Tornati in patria, come vescovi, arcivescovi o professori delle varie accademie introdussero la cultura arcadica in Ungheria del Settecento. La poesia arcadica italiana ebbe grande influenza in Ungheria non solo per il „buon gusto” dei suoi poeti da Savoli a Metastasio, ma anche perché i giornali del tempo (come il Diario Ordinario d’Ungheria, pubblicato a Roma negli anni 1717-1781) diedero notizie della vittoria definitiva sul turco del principe Eugenio Savia, mentre nei volumi delle Rime degli Arcadi, pubblicati dal 1716 al 1781, molte poesie, e corone arcadiche festeggiarono le vittorie dei cristiani sopra i Turchi. Nella seconda metà del secolo invece l’eleganza e la musicalità della poesia rococo-arcadica italiana ebbe grande influenza in Ungheria, tanto nei teatri di castello, quanto sui primi grandi poeti del rinnovamento poetico ungherese del secondo Settecento come Ferenc Faludi (in Arcadia „Carpato Dindimeio”), Mihály Vitéz Csokonai o Sándor Kisfaludy, fino al grande poeta del Neoclassicismo ungherese, Frenc Kazinczy, studiato attentamente dal professore József Pál.

Mű típusa: Könyv része
Befoglaló folyóirat/kiadvány címe: “Il diritto di vivere non si paga con un lavoro finito, ma con un’infinita attività” : studi in omaggio alla carriera accademica e alle ricerche scientifiche di József Pál
Dátum: 2024
ISBN: 978-615-02-0734-6
Oldalak: pp. 23-31
Nyelv: magyar , olasz
Kiadó: Szegedi Tudományegyetem BTK
Kiadás helye: Szeged
Befoglaló mű URL: https://acta.bibl.u-szeged.hu/85002/
Kulcsszavak: Magyar irodalom története, Olasz irodalom története, Irodalmi kapcsolatok - magyar-olasz - 18-20. sz.
Megjegyzések: Bibliogr. a lábjegyzetekben ; összefoglalás olasz nyelven
Szakterület: 06. Bölcsészettudományok
06. Bölcsészettudományok > 06.02. Nyelvek és irodalom
Feltöltés dátuma: 2024. jún. 20. 08:41
Utolsó módosítás: 2024. szep. 16. 11:03
URI: http://acta.bibl.u-szeged.hu/id/eprint/85143
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